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  • Trame Longobarde: tra Architettura e Tessuti

    "Si scoprivano la fronte radendosi tutt'intorno fino alla nuca e i capelli cadendo ai lati fino alla bocca erano divisi in due bande da una scriminatura. I loro vestiti erano piuttosto ampi, fatti per la più parte di lino, come sono soliti portarli gli Anglosassoni, e ornati di balze più larghe e in tessuti di vari colori. Portavano calzari, inoltre, aperti fino alla punta del pollice e fermati da lacci di cuoio intrecciati. In seguito cominciarono a portare uose, sulle quali, andando a cavallo, mettevano gambali rossastri di lana: consuetudine questa che avevano appreso dai romani"
    (Paolo Diacono - Historia Langobardorum, IV, 22)

    All'interno del Monastero di Santa Maria in Valle potete visitare la nuova mostra "Trame Longobarde: tra Architettura e Tessuti".
    Uno straordinario lavoro di ricostruzione, sulla base dei dati archeologici, un viaggio per scoprire la vita quotidiana dei longobardi attraverso tessuti, abiti e monili prodotti da questa straordinaria civiltà.
    Un'esposizione che ha due aspetti fondamentali, la ricostruzione di tessuti e costumi longobardi e la valenza didattica.
    La mostra, nata a Spoleto grazie alla Regione Umbria, alla legge 77/2006 del MIBACT, all'Associazione Italia Langobardorum e al Comune di Spoleto, espone la reinterpretazione e la ricostruzione di tessuti e costumi, desunte dalle iconografie e dai reperti archeologici, realizzati a mano al telaio dai detenuti ristretti nella casa di reclusione di Spoleto, mentre gli accessori e le armi sono stati riprodotti dagli studenti iscritti al corso di scenografia del liceo artistico intramoenia dell'IIS Sansi Leonardi Volta di Spoleto.

    La cura dell'esposizione è di Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini, la consulenza scientifica di Donatella Scortecci.
    La mostra fa parte del progetto “Musei che hanno stoffa” e ha viaggiato in tutta Italia da Spoleto, Monte Sant’Angelo, Brescia, Benevento, a Cividale del Friuli. Sono previste nuove tappe al Museo Nazionale dell’Alto Medioevo a Roma, Ferentillo e Abbadia San Salvatore (provincia di Siena).
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  • Visite guidate al cantiere di restauro degli stalli lignei del Tempietto Longobardo

    Nelle giornate di:
    - Giovedì 11 aprile 2019 dalle ore 10.00 alle ore 13.00
    - Giovedì 2 maggio 2019 dalle ore 15.00 alle ore 18.00
    - Giovedì 23 maggio 2019 dalle ore 10.00 alle ore 13.00
    - Giovedì 6 giugno 2019 dalle ore 15.00 alle ore 18.00
    - Giovedì 20 giugno 2019 dalle ore 10.00 alle ore 13.00

    Riproponiamo l’iniziativa di valorizzazione del cantiere didattico: il laboratorio di restauro, situato nella vicina Chiesa di San Giovanni, sarà sempre visibile grazie ad un sistema di schermatura trasparente e sarà nuovamente aperto al pubblico con la possibilità di partecipare ad una serie di visite guidate in cui poter conoscere ed approfondire l’opera, la sua storia ed entrare nel dettagli dell’intervento di restauro in corso grazie al personale tecnico della Soprintendenza e del restauratore.

    Le visite guidate sono GRATUITE e della durata di 45 minuti.
    Prenotazione obbligatoria.

    Organizzato da:
    Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio - Friuli Venezia Giulia e Comune di Cividale del Friuli

    Per info e prenotazione: 0432504559 o sul sito: www.sabap.fvg.beniculturali.it
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  • I palazzi, le piazze, le vie - senza barriere architettoniche

    L'itinerario parte da Piazza Paolo Diacono e, seguendo una delle due varianti proposte, permette di raggiungere il Municipio.
    Il percorso conduce poi verso Piazza Duomo per "ascoltare la storia" dei nobili palazzi, testimoni della storia della città: Palazzo Comunale, Palazzo de Nordis e Palazzo dei Provveditori Veneti; proseguendo verso Piazza San Francesco è possibile ammirare il settecentesco Palazzo Brosadola mentre in Piazza Foro Giulio Cesare si erge il monumento ad Adelaide Ristori, attrice drammatica di fama internazionale che nacque a Cividale del Friuli, un'importante voce del Risorgimento italiano.
    Si raggiunge poi Corso Mazzini, sul quale si affacciano Palazzo Levrini Stringher, palazzo i cui affreschi descrivono soggetti sacri e scene mitologiche, e alcuni locali storici della vita cittadina, come la farmacia.
    Proseguendo lungo via Carlo Alberto si raggiunge Palazzo de Portis, che appartenne ad una delle nobili famiglie più potenti presenti in città, quindi, attraverso via Canussio, dove si vede lo splendido omonimo Castello, si raggiunge infine Piazza Diaz, con le sue architetture di epoca razionalista. Vivere il presente, raccontando il passato e con uno sguardo al futuro.

    Tempo di percorrenza: due ore e trenta minuti (con ingresso - a pagamento - e visita al Museo Archeologico Nazionale)
    Lunghezza: tre chilometri
    Difficoltà: facile

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)

    - Piazza Diacono: Palazzo ex Monte di Pietà e casa c.d di Paolo Diacono
    - Via Patriarcato/Piazza Duomo: Palazzo dei Provveditori Veneti e Palazzo de Nordis
    - Corso Paolino d’Aquileia: Palazzo Comunale
    - Proseguendo lungo corso P. d’Aquileia / Stretta Stellini/ piazza San Francesco: Palazzo Brosadola
    - Foro Giulio Cesare: Monumento ad Adelaide Ristori
    - Piazzetta Terme Romane/ stretta de Rubeis/ corso Mazzini: Palazzo Levrini Stringher e Farmacia
    - Via Carlo Alberto / p.tta de Portis: Palazzo de Portis
    - Via Canussio: Castello Canussio Craigher
    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa con barriere architettoniche: I palazzi, le piazze, le vie
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  • I Longobardi - senza barriere architettoniche

    Cividale conserva rilevanti testimonianze monumentali, artistiche e culturali della civiltà Longobarda. In essa i centri del potere coincidevano con la Gastaldaga, dove si amministravano i possedimenti del re, e il complesso Episcopale, centro religioso. Entrambi questi centri, cuore della Cividale Longobarda, conservano ricche testimonianze di quel tempo.

    L’area della Gastaldaga è posta nella c.d. Area di Valle ove sorge il Monastero di Santa Maria in Valle al quale è annesso il Tempietto Longobardo (Oratorio di Santa Maria in Valle), un unicum storico artistico, e, proprio in quanto tale, ricco di mistero e ancor oggi oggetto di studio.

    All’epoca l’aula dell’oratorio si presentava decorata da marmi, mosaici su fondo dorato e una teoria di sante lungo tre lati del complesso: i celeberrimi stucchi incantano gli osservatori da quasi tredici secoli per la loro straordinaria bellezza.

    Ricche testimonianze longobarde sono conservate anche negli altri due musei della città.
    Il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo raccoglie pregevolissime opere scultoree tra cui l’Ara di Ratchis e il Battistero di Callisto. Meritevole di una visita è il tesoro del duomo, preziosa collezione di suppellettili sacre, e la quadreria, con importanti opere del Veronese e del Pordenone.

    Se Cividale è un vero e proprio gioiello, una delle sue pietre più preziose è il Museo Archeologico Nazionale che ha sede nel Palazzo dei Provveditori Veneti. Difficile descrivere con poche parole ciò che esso raccoglie: dai reperti romani, paleocristiani, altomedievali, a materiali più moderni.
    Da non perdere le collezioni longobarde, rara testimonianza dell’artigianato, della vita quotidiana, dei corredi funebri, dell’antico popolo. Nel piano interrato si trovano i resti del palazzo Patriarcale.


    Tempo di percorrenza: complessivamente ed indicativamente dalle due ore e trenta minuti alle 4 ore (visita al Monastero, al Museo Cristiano e al Museo Archeologico Nazionale con ingresso a pagamento)

    Lunghezza: cc. un chilometro e mezzo
    Difficoltà: bassa (i musei sono accessibili anche per persone con difficoltà motoria)

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)

    - Corso Mazzini
    - Piazza del Duomo: Palazzo Provveditori Veneti – oggi Museo Archeologico Nazionale (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Museo Archeologico , attraversare Piazza del Duomo costeggiando il Duomo ed imboccare Corso Paolino d’Aquileia
    - appena oltrepassato l’angolo del Duomo imboccare via G.B. Candotti (che presenta una leggera pendenza) direzione campanile e raggiungere l’ingresso del Museo Cristiano e Tesoro del Duomo (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Museo Cristiano ritornare su corso Paolino d’Aquileia e percorrere la strada in direzione del Ponte del Diavolo
    - imboccare la seconda strada sulla sinistra, via Monastero Maggiore e percorrerla fino alla civico 36, dove si trova l’entrata riservata per persone con difficoltà motoria del Monastero di Santa Maria in Valle (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Monastero ripercorrere via Monastero Maggiore in direzione del Ponte del Diavolo, imboccare Corso Paolino d’Aquileia e raggiungere di nuovo Piazza del Duomo

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa senza barriere architettoniche: I Longobardi - con barriere architettoniche
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  • I quattro volti di Cividale - senza barriere archiettoniche

    Visitando Cividale si tocca con mano la storia, tanto ne è densa questa piccola città. Si tratta della storia con la “S” maiuscola.
    La città è giunta fino ai nostri giorni conservando le più importanti testimonianze artistiche e culturali del suo ricchissimo passato.

    Città romana, longobarda, patriarcale e veneta... sono i quattro volti di Cividale che il visitatore può ammirare ancor oggi in un indimenticabile viaggio nel tempo.

    Tempo di percorrenza: complessivamente ed indicativamente dalle due ore e trenta minuti alle 4 ore (eventuali visite al Monastero, al Museo Cristiano e al Museo Archeologico Nazionale prevedono l’ingresso a pagamento)

    Lunghezza: cc. 3 chilometri
    Difficoltà: bassa (i musei sono accessibili anche per persone con difficoltà motoria)

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)
    - Corso Paolino d’Aquileia, Palazzo Comunale;
    - Piazza del Duomo: Museo Archeologico Nazionale, Palazzo de Nordis e Duomo;
    - appena oltrepassato l’angolo del Duomo imboccare via G.B. Candotti (che presenta una leggera pendenza): Museo Cristiano e Tesoro del Duomo;
    - corso Paolino d’Aquileia proseguire verso il Ponte del Diavolo;
    - via Monastero Maggiore: Monastero di Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo;
    - riperocrrere via Monastero Maggiore, direzione Ponte del Diavolo, e di nuovo corso Paolino d’Aquileia;
    - Largo Boiani, Foro Giulio Cesare, piazza Dante: Arsenale Veneto Porta S.Pietro;
    - via Ristori, Piazza Paolo Diacono.

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa senza barriere architettoniche: I quattro volti di Cividale - con barriere architettoniche
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  • I quattro volti di Cividale

    Visitando Cividale si tocca con mano la storia, tanto ne è densa questa piccola città. Si tratta della storia con la “S” maiuscola.
    La città è giunta fino ai nostri giorni conservando le più importanti testimonianze artistiche e culturali del suo ricchissimo passato.

    Città romana, longobarda, patriarcale e veneta... sono i quattro volti di Cividale che il visitatore può ammirare ancor oggi in un indimenticabile viaggio nel tempo.

    Tempo di percorrenza: complessivamente ed indicativamente dalle due ore e trenta minuti alle 4 ore (eventuali visite al Monastero, al Museo Cristiano e al Museo Archeologico Nazionale prevedono l’ingresso a pagamento)

    Lunghezza: cc. 3 chilometri

    Difficoltà: bassa (i musei sono accessibili anche per persone con difficoltà motoria)

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)
    - Corso Mazzini, corso Paolino d’Aquileia, via Monastero Maggiore: Ipogeo Celtico (presenza scalini)
    - Corso Paolino d’Aquileia, Palazzo Comunale;
    - Piazza del Duomo: Museo Archeologico Nazionale;
    - Stretta Pozzo di Callisto (presenza scalini), via Monastero Maggiore: Monastero di Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo,
    - via Monastero Maggiore, stretta Cornelio Gallo, via G.B. Candotti (presenza scalini): Museo Cristiano e Tesoro del Duomo;
    - Piazza del Duomo: Duomo e Palazzo de Nordis;
    - Largo Boiani, Foro Giulio Cesare, piazza Dante: Arsenale Veneto Porta S.Pietro;
    - via Ristori, Piazza Paolo Diacono

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa senza barriere architettoniche: I quattro volti di Cividale - senza barriere architettoniche
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  • I Longobardi

    Cividale conserva rilevanti testimonianze monumentali, artistiche e culturali della civiltà Longobarda. In essa i centri del potere coincidevano con la Gastaldaga, dove si amministravano i possedimenti del re, e il complesso Episcopale, centro religioso. Entrambi questi centri, cuore della Cividale Longobarda, conservano ricche testimonianze di quel tempo.

    L’area della Gastaldaga è posta nella c.d. Area di Valle ove sorge il Monastero di Santa Maria in Valle al quale è annesso il Tempietto Longobardo (Oratorio di Santa Maria in Valle), un unicum storico artistico, e, proprio in quanto tale, ricco di mistero e ancor oggi oggetto di studio.

    All’epoca l’aula dell’oratorio si presentava decorata da marmi, mosaici su fondo dorato e una teoria di sante lungo tre lati del complesso: i celeberrimi stucchi incantano gli osservatori da quasi tredici secoli per la loro straordinaria bellezza.

    Ricche testimonianze longobarde sono conservate anche negli altri due musei della città.
    Il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo raccoglie pregevolissime opere scultoree tra cui l’Ara di Ratchis e il Battistero di Callisto. Meritevole di una visita è il tesoro del duomo, preziosa collezione di suppellettili sacre, e la quadreria, con importanti opere del Veronese e del Pordenone.

    Se Cividale è un vero e proprio gioiello, una delle sue pietre più preziose è il Museo Archeologico Nazionale che ha sede nel Palazzo dei Provveditori Veneti. Difficile descrivere con poche parole ciò che esso raccoglie: dai reperti romani, paleocristiani, altomedievali, a materiali più moderni.
    Da non perdere le collezioni longobarde, rara testimonianza dell’artigianato, della vita quotidiana, dei corredi funebri, dell’antico popolo. Nel piano interrato si trovano i resti del palazzo Patriarcale.


    Tempo di percorrenza: complessivamente ed indicativamente dalle due ore e trenta minuti alle 4 ore (visita al Monastero, al Museo Cristiano e al Museo Archeologico Nazionale con ingresso a pagamento)

    Lunghezza: cc. un chilometro e mezzo
    Difficoltà: bassa (i musei sono accessibili anche per persone con difficoltà motoria)

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)

    - Corso Mazzini
    - Piazza del Duomo: Palazzo Provveditori Veneti – oggi Museo Archeologico Nazionale (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Museo Archeologico , attraversare Piazza del Duomo costeggiando il Duomo ed imboccare Corso Paolino d’Aquileia
    - appena oltrepassato l’angolo del Duomo imboccare via G.B. Candotti (che presenta una leggera pendenza) direzione campanile e raggiungere l’ingresso del Museo Cristiano e Tesoro del Duomo (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Museo Cristiano ritornare su corso Paolino d’Aquileia e percorrere la strada in direzione del Ponte del Diavolo
    - imboccare la seconda strada sulla sinistra, via Monastero Maggiore e percorrerla fino alla civico 34, dove si trova l’entrata del Monastero di Santa Maria in Valle (ingresso a pagamento e visita)
    - uscendo dal Monastero dalla passerella sul Natisone, raggiungere piazza S.Biagio;
    - ripercorrere quindi via Monastero Maggiore e raggiungere Stretta Pozzo di Callisto (presenza scalini), da lì è possibile raggiungere di nuovo Piazza del Duomo

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa senza barriere architettoniche: I Longobardi - senza barriere architettoniche
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  • Le mura, le vestigia, le torri - senza barriere architettoniche

    Un percorso attraverso il quale scoprire il passato e il futuro di Cividale del Friuli, autentico scrigno di tesori immerso nelle Valli del Natisone, adagiata lungo le rive dell'omonimo fiume.

    La città vi racconta la sua storia: celtica, romana, longobarda, veneziana e vi avvicina al suo futuro, ostentando opere architettoniche all'avanguardia.

    L'itinerario si sviluppa lungo i diversi borghi della città e presenta due varianti per rispondere alle esigenze del viaggiatore. Da Piazza Paolo Diacono si raggiunge l'area dell'antica gastaldaga di epoca longobarda.
    Risalendo le tipiche “strette”, viuzze che caratterizzano la città, si raggiungono le antiche mura cittadine con le torri di difesa e la Porta di San Pietro, detta anche arsenale veneto. Il trekking urbano prosegue poi con l'ultima sosta al complesso di edifici di architettura contemporanea che convivono con le antiche origini di Forum Julii.

    Un’occasione unica per “leggere” le tracce del passato (anche più prossimo) e le interpretazioni del futuro.
    Tempo di percorrenza: due ore e quarantacinque minuti (con ingresso - a pagamento - e Monastero e al Museo Archeologico Nazionale)
    Lunghezza: cc. tre chilometri
    Difficoltà: bassa

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)
    - Corso Mazzini / Piazza Duomo: Palazzo Provveditori Veneti
    - Corso Paolino d’Aquileia: Ponte del Diavolo
    - Via Monastero Maggiore: Monastero di Santa Maria in Valle
    - Via Monastero Maggiore: Casa Medievale
    - Stretta Cornelio Gallo/corso Paolino d’Aquileia: palazzo comunale
    - Corte interna adiacente al Municipio / Piazza san Francesco / Stretta Mulinuss / piazza XX settembre: Mura cittadine
    - Piazza Dante: Arsenale Veneto (Porta San Pietro)

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa con barriere architettoniche:
    Le mura, le vestigia, le torri
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  • I palazzi, le piazze, le vie

    L'itinerario parte da Piazza Paolo Diacono e, seguendo una delle due varianti proposte, permette di raggiungere il Municipio.
    Il percorso conduce poi verso Piazza Duomo per “ascoltare la storia” dei nobili palazzi, testimoni della storia della città: Palazzo Comunale, Palazzo de Nordis e Palazzo dei Provveditori Veneti; proseguendo verso Piazza San Francesco è possibile ammirare il settecentesco Palazzo Brosadola mentre in Piazza Foro Giulio Cesare si erge il monumento ad Adelaide Ristori, attrice drammatica di fama internazionale che nacque a Cividale del Friuli, un'importante voce del Risorgimento italiano.
    Si raggiunge poi Corso Mazzini, sul quale si affacciano Palazzo Levrini Stringher, palazzo i cui affreschi descrivono soggetti sacri e scene mitologiche, e alcuni locali storici della vita cittadina, come la farmacia.
    Proseguendo lungo via Carlo Alberto si raggiunge Palazzo de Portis, che appartenne ad una delle nobili famiglie più potenti presenti in città, quindi, attraverso via Canussio, dove si vede lo splendido omonimo Castello, si raggiunge infine Piazza Diaz, con le sue architetture di epoca razionalista. Vivere il presente, raccontando il passato e con uno sguardo al futuro.

    Tempo di percorrenza: due ore e trenta minuti (con ingresso - a pagamento - e visita al Museo Archeologico Nazionale)
    Lunghezza: tre chilometri
    Difficoltà: facile

    Punto di partenza: Piazza Paolo Diacono, 10 (Sportello Informacittà – Informazione ed accoglienza turistica)

    - Stretta della Giudaica: Casa Medievale (presenza scalini/ rampa di discesa con acciottolato)
    - Via Monastero Maggiore/ stretta Cerchiari (leggera salita)
    - Piazza Duomo: Palazzo Provveditori Veneti (Museo Archeologico Nazionale)
    - Corso Paolino d’Aquileia: Palazzo Comunale -
    Proseguendo lungo corso P. d’Aquileia / Stretta Stellini/ piazza San Francesco: Palazzo Brosadola
    - Foro Giulio Cesare: Monumento ad Adelaide Ristori
    - Piazzetta Terme Romane/ stretta de Rubeis/ corso Mazzini: Palazzo Levrini Stringher e Farmacia
    - Via Carlo Alberto / p.tta de Portis: Palazzo de Portis
    - Via Canussio: Castello Canussio Craigher

    Di questo percorso esiste anche una versione alternativa senza barriere architettoniche:
    I palazzi, le piazze, le vie - senza barriere architettoniche
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  • Al Borgo

    Bar al Borgo non è il "classico" bar all'angolo, vi offre servizi di caffetteria, aperitivi, stuzzicheria, paninoteca, teeria (ci sono anche the etnici), inoltre, grazie alla sua posizione strategica facile da raggiungere e all' ampio parcheggio vicino può fungere anche come punto di ritrovo per gruppi di turisti (potete trovare informazioni e le mappe per raggiungere ufficio turistico) e non solo.
    Al mattino presto offre gustose colazioni con brioches calde e fragranti, caffe, cappuccini decorati, cioccolate calde, spremute ecc...per una colazione da Re!
    A pranzo, se avete poco tempo e volete mangiare al volo ma con gusto, per voi abbiamo pensato a "panini su misura" oltre a quelli pronti: potete dunque ordinare panini con quello che desiderate oppure scegliere taglieri misti di affettati accompagnati da un buon "Taj" di vino!
    Alla sera oltre ai soliti aperitivi ci saranno sempre proposte nuove e innovative.
    Vi invitiamo a venirci trovare per conoscere i nostri numerosi servizi!
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  • I Perchè delle Coccole

    Bar, Caffetteria, Enoteca, Birreria, Paninoteca, Ristolunch.
    Per pranzo vengono serviti primi e secondi piatti in base alla stagione.
    Si organizzano buffet per compleanni o feste in genere.
    Cene solo su prenotazione in base alla disponibilità.
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  • Hotel Roma

    L'albergo, situato nel centro storico di Cividale, dispone di 53 camere, 94 posti letto, dotate di bagno, servizi privati - mini-bar - TV-Sat - telefono , Wi-Fi, parcheggio privato gratuito
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  • Bottega Longobarda

    La Bottega Longobarda nasce nel 1988 dopo anni di sperimentazioni nell'arte orafa longobarda del Maestro Orafo Luigi Iod, il quale ha voluto riproporre i magnifici gioielli dei suoi avi sia sotto forma di fedeli riproduzioni degli originali che in rivisitazione degli stessi in chiave moderna e attuale. Il Maesto Iod ha voluto trasmettere questo importante bagaglio di conoscenza al figlio Ivano, dandogli l'opportunità di continuare questa tradizione famigliare dell'artigianato orafo.
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  • San Marco

    Bar-Caffetteria storica dal 1793.
    È aperto 7 giorni su 7 dalle 07.30 all' 1.00 a.m., 365 giorni all'anno.
    Al suo interno si possono degustare prodotti tipici della cucina friulana e salumi. Ampio assortimento di vini ed etichette che spaziano dai Colli Orientali del Friuli, al Collio, al Carso ed anche alla Brda Slovena.
    Servizio di American Bar eseguito da grandi professionisti con a disposizione i migliori ingredienti per i migliori cocktails.
    Si esegue servizio catering, dal coffee break al matrimonio nelle migliori location del FVG.
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  • Antico Leon D'Oro

    Osteria con cucina tipica friulana, prodotti a Km.0 con menù stagionali.
    Organizzazione pranzi cene per gruppi turistici, banchetti e ricevimenti.
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  • Tabogan

    Il Tabogan offre dalle colazioni ai pranzi, serviti con molta professionalità e amore per il lavoro. Possiede anche una cantina ben fornita di vini provenienti da cantine regionali e nazionali. L'offerta del pranzo prevede insalate, piatti di carne e hamburger...
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  • Wine&Beer Alturis

    Un agriturismo rivisitato.. un luogo di ristoro coi migliori prodotti locali, i Vini di Alturis e le fantastiche Birre Artigianali Gjulia e Toz.. Il tutto, immerso nei nostri vigneti..
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  • Forum Julii Immobiliare

    L'agenzia FORUM JULII IMMOBILIARE riesce ad offrire un servizio rapido e trasparente ai propri clienti. La nostra missione è far si che chi si affida a noi si senta tutelato in tutte le fasi della compravendita o locazione. Specialisti nelle compravendite seguiamo puntigliosamente i nostri clienti dalla proposta al contratto preliminare fino al rogito notarile.

    L’agenzia si avvale della collaborazione di tecnici qualificati nel settore edilizio. Siamo disponibili a presentarvi i nostri partner commerciali e a guidarvi passo dopo passo in:

    - redazione di progetti di ristrutturazione
    - perizie estimative
    - relazioni tecniche per compravendita
    - redazione di attestati di prestazione energetica
    - scelte del mutuo
    - soluzioni di arredamento

    Orari di apertura

    Da lunedì a venerdì: Mattina 09.00 - 13.00 / Pomeriggio 15.00 - 19.00

    Sabato 09.00 - 13.00 su appuntamento

    Domenica chiuso.
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  • Casa Via Castelmonte

    La Casa Via Castelmonte è situata ai piedi della salita dell’antico santuario di Castelmonte, immersa nel verde e in una splendida posizione collinare.
    Recentemente ristrutturata, la nostra struttura offre un ambiente accogliente con ampi spazi all'aperto, attrezzati di cucina esterna completa di gas a quattro fuochi, grill, barbecue e dotazione completa da giardino.
    A disposizione degli ospiti un'ampia cucina attrezzata, camere matrimoniali e doppie, con bagni privati dotati di doccia di cui uno con vasca Jacuzzi.
    TV satellitare e aria condizionata in camera e in cucina.
    Giardino e bosco collinare privato.
    Gli animali dei nostri ospiti sono i benvenuti.
    Parcheggio privato.
    Wifi gratuito.
    Si parla francese, inglese, tedesco.
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  • La Bussola

    La Bussola è un bar situato nel centro di Cividale del Friuli. Questo locale è un locale molto rinomato tra i giovani soprattutto per i frequenti eventi del fine settimana che richiamano numerosi clienti. Il personale è molto gentile e disponibile.
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  • Caffè Longobardo

    Il Caffè Longobardo si presta ad ofrrire servizio di caffetteria e bar, una vasta pasticceria dello chef pasticcere BIASETTO, dolci al cucchiaio fatti in casa, gelato di ottima qualità prodotto da noi, tramezzini e panini di vario genere.
    Trovate vini autoctoni scelti e ogni settimana messi in mescita per voi.
    Organizziamo feste di compleanno, lauree ed eventi in genere su richiesta nella sala al primo piano.
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  • Al San Daniele

    Bar degustazione prosciutto San Daniele con formaggi tipici friulani e vini dei Colli Orientali.
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  • Brickone Cividale

    Brickone è un negozio di giochi e giocattoli di qualità, fatti di legno, di stoffa o di plastica innovativa e sicura, la sede è situata nella periferia di Udine, nelle vicinanze del Parco Commerciale Terminal Nord, da settembre 2015 siamo presenti con un punto vendita anche a Cividale del Friuli c/o il C.C. Borc di Cividat

    Siamo genitori e come tali ci teniamo che nostro figlio e tutti gli altri bambini possano giocare per essere felici. Insomma, secondo noi il giocattolo deve essere goduto, e, allo stesso tempo, facendo diventare il bambino l’interprete dei suoi giochi, deve stimolare la sua fantasia, la creatività, la sua voglia di inventare e di manipolare.

    Con questa filosofia, abbiamo pensato a dei prodotti che potrebbero sembrare semplici, ma che messi nelle mani di un bimbo possono diventare una gamma di oggetti incredibili e spassosi.

    Nell’era della televisione e del computer, e di sempre meno tempo dedicato a “stare insieme “ in famiglia, abbiamo scelto di proporre anche alcuni giochi di società, semplici e divertenti, con cui passare momenti indimenticabili in compagnia dei propri figli.

    Insomma, noi abbiamo messo le nostre idee, adesso ci aspettiamo che anche voi vogliate contribuire, con suggerimenti, idee e consigli, a soddisfare le vostre aspettative ed esigenze riguardo il mondo dei giocattoli.

    Il negozio di Udine si trova in via Tavagnacco, 89 B a Udine, è aperto tutti i giorni con i seguenti orari 09.00:12.45 - 15.00:19.30 - Aperto la domenica e festivi nel mese di dicembre

    Il negozio di Cividale si trova c/o il C.C. Borc di Cividat in via Foramitti 8, aperto tutti i giorni compreso domenica, con orario continuato 09.30:19.30
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  • Panificio del Foro

    Panificio con produzione quotidiana di oltre 50 formati di pane di varie pezzature e forme, inoltre abbiamo la pizza e la focaccia salata.
    Produzione artigianale riconosciuta di dolci tipici del Friuli, quali la Gubana e gli Strucchi cotti al forno, la focaccia dolce.
    Assortimento di cioccolatini sfusi e scatole delle seguenti marche: Venchi, Lindt, Baratti&Milano, creme spalmabili Babbi e Baratti, confetture artigianali Al.Frut
    Da abbinare con il pane affettati confezionati Citterio
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  • Cenni storici

    Ritrovamenti di reperti archeologici risalenti al Paleolitico e all’Età del Ferro hanno rivelato che la località ove sorge la città era abitata fin dall’epoca preistorica, mentre è accertato lo sviluppo della cultura celtica, su quella presistente paleo-veneta, a partire dal IV secolo a.C.

    Giulio Cesare, nel 50 a.C. istituitì qui il forum, da cui Forum Iulii, l’antica denominazione della città, (da cui deriva l’odierno toponimo Friuli): la località assurta a rango di municipium divenne presto, commercialmente e militarmente, una delle più importantidella regione.

    Nel 568 d.C. con l’arrivo dei Longobardi, Cividale acquistò un ruolo da protagonista divenendo capitale del primo ducato longobardo in Italia con il duca Gisulfo I, nipote di Alboino. Durante il regno di Liutprando, vi giunse Callisto, Patriarca di Aquileia: la compresenza e coesistenza in città dei massimi rappresentanti territoriali del potere politico e di quello religioso dell’epoca, il Duca con l’alta aristocrazia longobarda e il Patriarca con tutta la sua gerarchia, trasformò definitivamente Cividale in una potente capitale politica e religiosa, nonché centro di arte e cultura.

    La sede del Patriarcato di Aquileia vi rimase anche dopo la cacciata del Longobardi (774) ad opera di Carlo Magno. Sotto la dominazione dei Franchi, Cividale, capitale della Marca orientale del Regnum Italiae, continuò a conservare il proprio prestigio sia politico che culturale: tra la fine dell’VIII e gli inizi del IX secolo assunse il nome di Civitas Austriae (città australe, cioè orientale), da cui deriva il nome attuale.

    Nel 1077 la concessione da parte dell’imperatore Enrico IV alla Chiesa di Aquileia della giurisdizione, con prerogative ducali, di tutto il territorio friulano sanciva l’autonomia territoriale e amministrativa dello stato patriarcale friulano e, con essa, il ruolo di Cividale quale capitale della Patria del Friuli. Nel primi decenni del XV secolo la città, come tutti i maggiori centri friulani, dovette arrendersi alla forza conquistatrice della Repubblica di Venezia: nel 1420 Cividale si sottomise e venne annessa definitivamente al dominio della Serenissima.

    Nel 1797, con il trattato di Campoformido tra Napoleone e l’Austria, Cividale passò all’impero asburgico, al quale, dopo il breve periodo in cui fece parte del napoleonico Regno d’Italia, fu ri-confermato dal Congresso di Vienna del 1815.
    Fra il 1848 ed il 1866 vi fu la presenza di un vivace movimento risorgimentale e dopo la Terza Guerra d’Indipendenza Cividale fu annessa al Regno d’Italia con il Veneto e il Friuli.

    In epoca più recente, durante la Prima Guerra mondiale fu sede, per un breve periodo, del comando della Seconda armata e rimase danneggiata da bombardamenti aerei. Fu poi occupata dagli austriaci in seguito alla disfatta di Caporetto. Cividale è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra mondiale.
    Luogo natale di importanti personaggi della cultura mondiale, dallo storico Paolo Diacono al pittore e scenografo Francesco Chiarottini, dall’attrice Adelaide Ristori al marionettista Vittorio Podrecca, Cividale è ricca di monumenti e opere d’arte che testimoniano la sua storia, segnata e arricchita dal passaggio di popoli stranieri.
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  • Il Comune di Cividale del Friuli

    Cividale del Friuli è oggi un Comune del Friuli Venezia Giulia con oltre 11.000 abitanti.
    Abitualmente sostiene oltre all’attività istituzionale una serie di importanti iniziative a livello nazionale ed internazionale; è Comune di riferimento dell’ASTER che associa altri 9 Comuni limitrofi ed è riferimento storico per i Comuni delle Valli del Natisone, del Torre e Judrio.

    Le origini di Cividale sono molto antiche e la sua storia ha segnato in maniera predominante quella della regione: dall’antico nome romano della città, Forum Iulii, deriva l’odierno toponimo Friuli. Primo ducato longobardo in Italia (568 d.C.), sede del Patriarcato d’Aquileia, durante la dominazione della Serenissima mantiene un ruolo di prestigio: la Città conserva ancora oggi nei suoi monumenti architettonici le tracce di un passato glorioso e il suo patrimonio culturale e architettonico è oggetto di attenta cura, tutela a valorizzazione.
    Cividale del Friuli è Ente capofila del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del Potere (568-774 d.C.)” dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel Giugno del 2011. La località è inoltre insignita dal 2008 del marchio Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, unica in tutta il FVG. Le peculiarità storiche artistiche e culturali che contraddistinguono inequivocabilmente la località nel panorama regionale e anche nazionale vengono ampiamente tutelate, valorizzate e promosse dall’Amministrazione Comunale attraverso numerose iniziative ed anche in occasione (e tramite) eventi che coinvolgono un pubblico crescente di turisti e visitatori. A manifestazioni tradizionali quali la Messa dello Spadone, seguita dalla rievocazione storica del Patriarca Marquardo, il Palio di San Donato, il Truc, il Mittelfest, si avvicendano altre di recente istituzione ma di importante richiamo, quali concerti, raduni etc. Nell’ottica dell’attività di promozione del territorio adottata dall’Amministrazione Comunale rientra l’istituzione e gestione del servizio di informazione ed accoglienza turistica denominato sportello Informacittà, finalizzato ad accogliere e fornire al turista (ma anche agli stessi cittadini) informazioni relative al territorio inerenti a storia, economia, arte, natura, monumenti e siti di interesse turistico, attività sportive e culturali, iniziative di solidarietà, enogastronomia, servizi al cittadino.

    Cividale del Friuli rappresenta un punto di riferimento economico di tutto il territorio con un bacino di riferimento di oltre 30.000 persone.

    Il progetto “Vivi Cividale Viva” si propone, tra i vari obiettivi, il potenziamento e la creazione di una azione finalizzata a vivacizzare il centro storico sia commercialmente che turisticamente in modo che diventi un ulteriore elemento di canalizzazione per il territorio, diffondendo l'immagine del centro storico, non solo a livello turistico, ma anche commerciale.

    Per contattare il Comune
    Corso Paolino d'Aquileia, 2
    33043 Cividale del Friuli (UD)

    Tel: +39 0432 710100
    Fax: +39 0432 710103

    Orari e giorni di apertura degli uffici comunali
    Lunedì: 8.30-12.30 e 16.30-19.00
    Martedì: 10.00-12.30
    Mercoledì solo su appuntamento
    Giovedì e venerdì: 10.00-12.30

    E-mail: comune.cividaledelfriuli@CERTgov.fvg.it
    Web: www.cividale.net
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  • Cividale Longobarda: Patrimonio Unesco

    Dal 25 giugno 2011 il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
    Per l’Italia si tratta del 46° sito iscritto nella celebre Lista.

    La decisione è stata presa durante la 35a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno 2011

    Il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è frutto di una candidatura di rete che ha avuto in Cividale la propria capofila.

    Il 25 giugno la notizia è arrivata da Parigi alle 22.14 ed ha subito fatto il giro del Friuli Venezia Giulia.
    Nella capitale francese il Sindaco di Cividale del Friuli Stefano Balloch e il suo predecessore Attilio Vuga avevano atteso per ore con ansia il verdetto del comitato del Patrimonio Mondiale.
    Poi finalmente l'esultazione alla conferma che il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)" è nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO
    e con esso le più significative testimonianze della Cividale longobarda: la Gastaldaga con il Tempietto Longobardo e i resti del Complesso Episcopale (il complesso cultuale e il palazzo patriarcale), rinnovato da Callisto, i cui resti sono esposti e conservati presso il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo e il Museo Archeologico Nazionale.

    La candidatura “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d. C.)”, progetto sfociato dalla prima candidatura del 2008, riguarda, oltre a Cividale, una rete che comprende altri sei siti distribuiti sull’intero territorio della penisola:
    - il Monastero di Santa Giulia con la chiesa di San Salvatore a Brescia;
    - la chiesa di Santa Maria foris portas con il castrum e la torre di Torba a Castelseprio e Gornate Olona (Va);
    - il Tempietto di Campello sul Clitunno (PG);
    - la basilica di San Salvatore a Spoleto (PG);
    - la chiesa di Santa Sofia a Benevento;
    - il santuario micaelico di San Michele sul Gargano.

    Questi siti sono stati scelti poiché sono quelli dove, unitamente a Cividale, meglio si sono conservate le testimonianze monumentali dei Longobardi.
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  • Cividale Longobarda: Storia della candidatura

    Una candidatura innovativa

    Nel 1996 Cividale del Friuli propose al Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) la candidatura al Patrimonio dell’Umanità del “Tempietto Longobardo”. La richiesta rimase in stand-by.
    Nel 2003 l’Amministrazione Comunale di Cividale rivalutò il progetto di candidatura.
    Dopo altri due anni, i primi contatti avviati tra le città “Iongobarde” di Cividale e di Brescia suggerirono la iniziale prospettiva di dar vita a un inedito sistema turistico integrato a “rete” (“Corridoio geoculturale”) per unire i luoghi di matrice longobarda dalla Scandinavia al Mar Jonio e creare, in chiave culturale e turistico-economica, una “Regione virtuale europea”.
    Dopo ulteriori approfondimenti di concerto con le Soprintendenze regionali e con il supporto di un apposito Comitato inter-istituzionale l’Amministrazione Comunale di Cividale, quale capofila nazionale, presentò al MiBAC la proposta di candidatura riguardante i siti più significativi della Langobardia Maior (Cividale, Brescia e Castelseprio- Gornate Olona). La proposta fu accolta e inserita nella rinnovata “Tentative List” assieme a una quarantina di altri siti aspiranti. A metà del 2006 lo stesso Ministero prese la decisione di dare priorità alla candidatura “seriale” longobarda: una risposta innovativa all’UNESCO che proprio allora stava elaborando le nuove regole di ammissione per i beni “seriali”.
    Negli ultimi mesi del 2007, su istanza del MiBAC, la “serie” venne infine ampliata a 4 luoghi dell’Italia centro-meridionale (Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento, Monte Sant’Angelo): un intenso lavoro concluso nel gennaio 2008 con il deposito della candidatura ufficiale all’UNESCO di Parigi.
    Si trattò – e tuttora si tratta – della candidatura più complessa e innovativa mai presentata nella storia dell’UNESCO, articolata in due documenti-base: Dossier Scientifico e Piano di Gestione. Quest’ultimo ha la natura di strumento di programmazione strategica, reso obbligatorio dall’UNESCO e recepito nella normativa italiana nel 2006 con la Legge n. 77. Il PdG comprende 5 sotto-Piani: Conoscenza; Protezione e Conservazione; Valorizzazione; Sensibilizzazione e Promozione; Sviluppo Socio-Economico: quest’ultimo è il vero aspetto innovativo, concepito in ottica di sistema per promuovere lo sviluppo socio-economico dei singoli Territori, rilanciandone le migliori qualità. E per dare avvio alla costruzione di un Grande Itinerario Europeo (il “Corridoio geoculturale”): una ulteriore e stimolante prospettiva di sviluppo culturale e turistico-economico.

    La candidatura del 2010

    Su proposta esclusiva dei Governi nazionali aderenti, ogni anno l’UNESCO accetta, per ciascun Paese, una sola candidatura di carattere artistico-monumentale e una naturalistica per le quali si propone l’iscrizione nella World Heritage List (WHL). Un elenco di massimo prestigio che oggi è ormai prossimo all’obiettivo massimo che l’UNESCO sta identificando in “quota1000”: soltanto mille siti riconosciuti in tutto il mondo quali Patrimonio dell’Umanità.
    Nel gennaio 2008 l’Italia presentò la candidatura “Italia Langobardorum - Centri di potere e di culto / 568-774 d.C.”. Una candidatura tecnicamente definita “seriale” (o “a rete”). Nella proposta, infatti, erano (e sono) associati a Cividale, capofila nazionale, altri luoghi ove si conservano beni artistico-monumentali “unici e eccezionali” della civiltà longobarda: Brescia, Castelseprio e Gornate Olona (Varese), Spoleto, Campello sul Clitunno (Perugia), Benevento, Monte Sant’Angelo (Foggia).
    Nel corso del 2009 la candidatura è stata esaminata dall’ICOMOS, ente ispettivo incaricato dall’UNESCO, che – apprezzando la scelta di porre in luce le eccellenze della civiltà longobarda – ha formulato suggerimenti migliorativi della documentazione scientifica e della perimetrazione di alcune aree tutelabili (Brescia, Spoleto, Campello e Benevento).
    L’invito è stato accolto dai proponenti e arricchito con approfondimenti del Dossier scientifico, in particolare per quanto riguarda la storiografia europea e la miglior definizione dei criteri di selezione della “serie” di beni candidati.
    È utile ricordare che nessuna osservazione è stata formulata sulla struttura della candidatura relativa a Cividale del Friuli che, quindi, risulta perfetta secondo i parametri dell’UNESCO.
    Lo scorso gennaio il Governo italiano, confermando il livello assoluto della candidatura, l’ha riproposta all’Ufficio del Patrimonio Mondiale di Parigi con il nuovo titolo: “I Longobardi in Italia. Centri del potere (568-774 d.C.)”, mantenendo come “logo” la intestazione “Italia Langobardorum”.
    Documentazione ufficiale depositata a mani dell’allora Sindaco di Cividale, Attilio Vuga, quale primo proponente. Accanto al Dossier è stato sottoposto all’UNESCO l’aggiornamento del Piano di Gestione (PdG).
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  • Chiesa di San Giovanni in Xenodochio

    L’edificio si affaccia su piazza S. Giovanni.
    La tradizione (comunque confermata da una diploma carolingio del 792) vuole che il duca longobardo Rodoaldo, verso la fine del secolo VII, avesse voluto costruire in questo luogo un ospizio di carità: da ciò il nome Xenodochio.
    Ora l’ospizio non esiste più, mentre c’è ancora testimoniata la chiesa ad esso un tempo annessa.
    Questa venne più volte rifatta; l’attuale versione risale alla metà del secolo XIX ed è opera di un architetto sconosciuto, ma vicino all’udinese Presani.

    La costruzione possiede pianta centrale, con presbiterio rialzato e due cappelle semicircolari laterali.
    La facciata intonacata è definita da quattro pesanti lesene con capitello corinzio che sorreggono un frontone inserito in un corpo rettangolare.
    La copertura del tetto è a padiglione . All’interno, il soffitto, raffigurante san Giovanni Evangelista circondato da quattro dottori, è opera di Palma il Giovane (1581).

    Il soffitto della sagrestia, attribuito a Giovan Battista Canal, risale alla fine del settecento e raffigura Giovanni Battista in gloria con la Vergine.
    La costruzione oggi visibile aveva un portico attiguo al di sotto del quale si radunava la vicinia a trattare i loro affari.

    Durante uno scavo archeologico eseguito nel 1916, nei pressi della chiesa vengono alla luce i resti di una basilica paleocristiana (secoli V-VI) e una necropoli con tombe romane e longobarde.
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  • Tempietto Longobardo (Oratorio di Santa Maria in Valle)

    Il Tempietto Longobardo si trova all’interno del Monastero di Santa Maria in Valle e risale intorno a metà del VIII secolo.
    Si tratta di un edificio religioso, probabilmente una cappella o un oratorio, facente parte del convento di monache benedettine fondato dai longobardi.
    Alla fine dell'Ottocento le monache donano il Tempietto alla Comunità di Cividale e in tale occasione fanno costruire il passaggio pensile, sul greto del Natisone, che porta tutt'ora dalla piazzetta San Biagio all'ingresso dell'edificio, in modo che i visitatori per accedervi non passino attraverso gli ambienti della clausura.

    Edificio unico nel suo genere, prestigioso in virtù dell’eccezionalità delle opere d’arte in esso custodite: al suo interno, un sontuoso schema decorativo, comprendente mosaici e stucchi figurativi ornamentali elaborati, e un programma di affreschi eseguiti in uno stile aulico e sapientemente raffinato, ne fanno una delle più splendide ed ambiziose commissioni giunte sino a noi dall’VIII secolo.

    L’Oratorio di Santa Maria in Valle è il più celebre e meglio conservato monumento della tarda età longobarda.

    Eretto, forse su preesistenze, nella Gastaldaga longobarda, immediatamente dietro l’abside della chiesa di San Giovanni, fu realizzato nel corso del terzo quarto del VIII secolo come cappella palatina della corte reale cividalese e divenne poi oratorio delle monache.

    Particolare e di grande raffinatezza è la sua architettura: l’aula rettangolare, dal pronunciato sviluppo in altezza e coperta da volte a botte, è ritmata da nicchie con arconi; ad oriente si apre su un presbiterio più basso, a terminazione rettilinea, tripartito da volte che poggiano su architravi marmoree romane, rette da colonne e pilastri. Una recinzione marmorea, recuperata da una più antico elemento di età bizantina, divide l’aula dal presbiterio. Sulle pareti dell’oratorio sono conservati resti di apparati decorativi di eccezionale valore.

    Unici in Occidente sono gli stucchi che ornavano la parti alte dell’aula e gli archi delle nicchie, dei quali si conserva, sulla controfacciata, una teoria di Sante e Martiri a grandezza naturale ed un arcone con un tralcio vitineo posto a coronare l’ingresso.

    Di grande qualità ed eleganza sono anche gli affreschi di Santi, della Madonna con bambino e di Cristo tra gli Arcangeli dipinti sulle pareti e nelle lunette dell’aula.

    Lastre di marmo ricoprivano originariamente la parte inferiore dei muri sopra le quali era dipinta, nella parte orientale dell’edificio, entro fasce di stucchi, un’iscrizione dedicatoria in versi che testimonia l’alta qualità della committenza. Il presbiterio era impreziosito anche da raffinati mosaici, con tessere auree, nella parte superiore del muro di fondo e forse su tutte le volte. I pavimenti marmorei, con piastrelle esagonali e triangolari che disegnano motivi geometrici, completano il ricco apparato ornamentale di questo gioiello dell’arte tardolongobarda.

    L’architettura e le decorazioni del Tempietto cividalese riconducono ai più alti esempi della cultura artistica del mondo mediterraneo, con esplicito richiamo alle esperienze della tradizione paleocristiana e bizantina.
    Sono opera di artisti dotati di un linguaggio raffinato che hanno dato espressione alla volontà delle più alte sfere del regno longobardo di creare un nuova arte aulica.
    Nel 1893 l’Oratorio fu donato al Comune di Cividale che lo aprì al pubblico.

    Orari e periodi di apertura:
    INVERNALE (Ottobre - Marzo)
    Dal lunedì al venerdì: 10.00 -13.00 / 14.00 - 17.00
    Sabato, domenica e festivi : 10.00 - 1700
    ESTIVO (Aprile - Settembre)
    Dal lunedì al venerdì: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00
    Sabato, domenica e festivi: 10.00 - 18.00

    Giornate di chiusura:
    1 gennaio (mattino), 25 dicembre

    Biglietto d'ingresso:
    Biglietto singolo (Tempietto Longobardo e Monastero di Santa Maria in Valle)
    - intero € 4,00 (persone over 25 e under 65, no gruppi)
    - ridotto € 3,00 (ragazzi - non studenti - di età compresa tra i 18 e i 25 anni; per adulti over 65; per gruppi di minimo 15 pax)
    - ridotto € 1,50 (ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, studenti fino a 25 anni, gruppi scolastici), insegnanti gratis
    - gratis per bambini fino a 7 anni, possessori di FVG Card, Guide UE, interpreti UE, handicap UE con accompagnamento, personale MiBAC, membri ICOM

    Biglietto cumulativo 3 Musei:
    Monastero Santa Maria in Valle e Tempietto Longobardo + Museo Cristiano + Museo Archeologico Nazionale
    - Intero € 9,00 (persone over 25 e under 65)
    - ridotto € 6,00 (ragazzi - non studenti - di età compresa tra i 18 e i 25 anni; per adulti over 65; per gruppi di minimo 15 pax)
    - ridotto € 3,00 (ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 17 anni, studenti fino a 25 anni)
    - gratis per bambini fino a 7 anni, possessori di FVG Card, Guide UE, interpreti UE, handicap UE con accompagnamento, personale MiBAC, membri ICOM

    Visite guidate: c' è la possibilità di fare una visita guidata

    Accessibilità: senza barriere architettoniche, accessibile ai disabili.

    Ulteriori informazioni
    Tel: + 39 0432 700867
    E-mail: info@tempiettolongobardo.it
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  • Museo Cristiano e Tesoro del Duomo

    I locali inaugurati nel 2008, conservano in una nuova disposizione spaziale, alcuni preziosi capolavori della scultura longobarda, di inestimabile valore, ritenuti tra le più importanti manifestazioni artistiche dell'Alto Medioevo: il Battistero di Callisto e l'Ara di Ratchis.

    Ulteriori informazioni
    Tel: +39 0432 730403
    Info prenotazioni tel: +39 349 3541668
    E-mail: info@mucris.it
    Web: www.mucris.it
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  • Piazza Paolo Diacono

    È il cuore di Cividale.

    Sulla sinistra si staglia una casa del XV secolo che mantiene tracce di affreschi, tra i quali è ben visibile lo stemma di Cividale, e finestre a sesto acuto, che la tradizione vuole sia appartenuta alla famiglia di Paolo Diacono, storico longobardo che narrò del suo popolo; in fronte alla casa possiamo osservare una fontana con scultura settecentesca raffigurante Diana cacciatrice (1803).

    Sulla destra della fontana scorgiamo sulla pavimentazione, una lastra in pietra che indica il luogo ove, nel 1874, venne rinvenuta la cosiddetta tomba del duca longobardo Gisulfo ora esposta nel Museo Archeologico Nazionale (Piazza del Duomo). La piazza è ornata inoltre da altri splendidi palazzi.
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  • Ponte del Diavolo

    Simbolo della città di Cividale del Friuli: l’ardita costruzione fu progettata da Iacopo da Bissone (1442), costruita da Erardo da Villacco e terminata, dopo alterne vicende, da Bartolomeo delle Cisterne agli inizi del ‘500; diviso in due arcate, poggia su un macigno naturale collocato nel letto del fiume Natisone.

    Il particolare nome è attribuito da una leggenda popolare che attribuisce la costruzione del ponte al diavolo, il quale in cambio chiese ai cittadini l’anima del primo passante: transitò un gatto e il maligno fu beffato.


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  • Chiesa di San Martino

    La piccola chiesa è situata sulla riva sinistra del Natisone, nei pressi del ponte del Diavolo; è arretrata rispetto al limite della strada, sul fondo di un ampio sagrato sollevato che, proseguendo lentamente alla chiesa, conduce al fiume. Il nucleo è già ricordato nel Trecento come centro di una arimannia longobarda, cioè come importante luogo di presidio militare. Nel 1661 sul sagrato vengono rinvenute tombe longobarde molto ricche, in virtù dell’importanza che il luogo sembra aver avuto durante il ducato longobardo. Nel Settecento viene trasportata qui l’ara del duca Ratchis, che rimane nella chiesa di San Martino sino al 1940.

    L’edificio e l’intero complesso subiscono forti rimaneggiamenti nel Seicento e verso la metà del secolo XVIII quei lavori (attribuiti a Domenico e Francesco Schiavi) determinano l’aspetto odierno. La sagrestia, un tempo abbellita da affreschi di Francesco Chiarottini, è arredata con mobili realizzati verso la fine del Settecento da Matteo Deganutti.

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  • Via Monastero Maggiore

    Cuore della città longobarda, la via, con il suo caratteristico acciottolato, conserva intatto tutto il fascino della storia. Sulla destra, per chi scende, la via è chiusa dalle alte mura del Monastero di Santa Maria in Valle: alcuni tratti di mura sono altomedievali e conservano le pietre squadrate originarie.
    Lungo la via, sulla sinistra, si apre salita pozzo di Callisto ove è ancora visibile il pozzo riconducibile al Palazzo Patriarcale di epoca longobarda. Proseguendo lungo la via, oltrepassata sulla destra l’incrocio delle strette Santa Maria di Corte e Cerchiari dove vi è la costruzione della Casa Medievale, si giunge alla Porta Brossana: le aperture alle estremità della volta, lunga oltre sette metri, sono ad arco tutto sesto. Varcata la porta uno slargo conduce alla Porta Patriarcale, in mattoni rossi, che appartiene alla cinta fortificatoria patriarchiale. Varcata anche questa porta, costeggiando sempre la cinta muraria del Monastero, si raggiunge piazza san Biagio ove sorge l’omonima chiesa.

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  • Castello Canussio

    Palazzo Canussio-Craigher conosciuto come Castello Canussio, si erge di fronte alla chiesa di San Silvestro e San Valentino, venne edificato nell’Ottocento dal Barone austriaco Craigher sul luogo ove sorgeva la residenza tardo medievale della nobile famiglia Canussio.

    I lavori di restauro e recupero al quale è stato sottoposto il complesso negli anni Novanta dello scorso secolo hanno messo in luce le strutture edilizie e architettoniche, in particolare quelle romane, scoperte all’interno: coperte da lastre di cristallo, è permessa la visibilità fino ad una profondità di cinque metri dal piano di calpestio.
    Il palazzo è di proprietà della famiglia Canussio e viene aperto al pubblico in particolari occasioni ed eventi.


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  • Siti tematici

    - Biblioteca civica
    - Corsi Internazionali Perfezionamento Musicale
    - Monastero di Santa Maria in Valle
    - Palio di San Donato
    - Portale Giovani
    - Tempietto Longobardo
    - PROGETTO: "I LUOGHI DELLA GUERRA VISTI CON GLI OCCHI DELLA PACE"
    - PROGETTO: La vita di un popolo - dagli scontri agli incontri - 1917 2017
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  • Paolo Diacono

    Paolo Diacono - Storico (Cividale del Friuli tra il 720 e il 724 - Montecassino 799 circa). Di nobile famiglia longobarda, monaco dapprima nel convento di Civate presso Como, poi di Montecassino (forse dal momento in cui entrò in quel monastero il re Rachis), ben visto e ben voluto dai re longobardi; dopo la caduta del regno longobardo entrò in contatto con Carlomagno per ottenere la liberazione di un suo fratello, reo di ribellione. Visse poi alla corte franca, e ritornò a Montecassino verso il 786. Autore di una Historia romana (forse prima del 774), rifacimento e continuazione di Eutropio, e dei Gesta episcoporum Mettensium, modello delle cronache vescovili posteriori.

    Il suo nome è però legato soprattutto alla Historia Langobardorum, racconto vivo della storia del suo popolo, scritto con un calore e una freschezza che raggiungono spesso altezza epica, e che è la maggior fonte per la conoscenza di quell'epoca; per quest'opera, Paolo Diacono attinse quasi certamente a tradizioni orali e, forse, a una perduta opera storica di Secondo di Trento (Secondo di Non). L'Historia Langobardorum si arresta al periodo antecedente la catastrofe del regno di Desiderio. P. D. riassunse il compendio del De verborum significatione di Verrio Flacco, dovuto a Sesto Pompeo Festo: data l'infelice lacunosità della tradizione manoscritta di Festo, il compendio di P.D. è di grande importanza per la conoscenza dell'opera di Verrio Flacco.
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